OCSE una persona su tre fatica a comprendere un testo scritto
Negli ultimi anni l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha pubblicato una serie di rapporti che mettono in luce una tendenza tanto chiara quanto preoccupante: una parte significativa della popolazione adulta nei paesi avanzati ha competenze di lettura così basse da non riuscire a comprendere testi scritti di difficoltà moderata.
In diversi paesi europei, Italia compresa, questa quota arriva a 1 persona su 3. Si tratta di un fenomeno sistemico, che influenza non solo la vita individuale, ma anche la struttura economica, sociale e democratica dei paesi.
L'indagine OCSE in Italia
L’Italia, insieme ad altri 37 Paesi ed economie, ha partecipato al primo ciclo dell’indagine, permettendo a PIAAC di divenire la più grande indagine internazionale sulle competenze degli adulti mai realizzata.
Il primo ciclo dell’Indagine è stato realizzato in tre distinti round collocati nel periodo 2011-2018. La raccolta dati per l’Italia è stata effettuata tra il 2011 e il 2012. Al secondo ciclo dell’indagine PIAAC, oltre all’Italia, hanno preso parte altri 30 Paesi ed economie. La raccolta dati è avvenuta tra settembre 2022 e luglio 2023.
Percentuali (ciclo PIAAC – 2023) nei diversi paesi
| Paese | % adulti al livello 1 o inferiore in literacy |
|---|
| Media OC | 26 % |
| Italia | 35 % |
| Canada | 19 % |
Le font dello studio: PIAAC e PISA, il doppio termometro delle competenze
Le stime dell’OCSE derivano principalmente da due indagini complementari:
PIAAC – Survey of Adult Skills
Il PIAAC (Programme for the International Assessment of Adult Competencies) é l’indagine che valuta le competenze reali degli adulti (16–65 anni) in tre aree:
– literacy (capacità di comprendere e usare testi scritti),
– numeracy (uso dei numeri nella vita quotidiana),
– problem solving in ambienti tecnologicamente complessi.
Gli ultimi dati mostrano che in media circa il 26% degli adulti nei paesi OCSE si colloca al livello 1 o inferiore in literacy. In Italia il dato è peggiore: circa il 35%, cioè oltre 1 adulto su 3.
PISA – valutazione degli studenti quindicenni
PISA (Programme for International Student Assessment) misura le competenze degli studenti di 15 anni in lettura, matematica e scienze.
Nel 2022:
– il 26% degli studenti dei paesi OCSE non raggiunge il livello minimo in lettura,
– in diversi paesi, la quota dei cosiddetti low performers continua a crescere.
Questi giovani entreranno presto nell’età adulta: ciò significa che la fascia di popolazione con competenze deboli non diminuirà spontaneamente, anzi rischia di ampliarsi.
Cosa significa “non capire un testo scritto”?
Nel linguaggio OCSE, si parla di “difficoltà di lettura” quando una persona resta al livello 1 o inferiore nelle scale di literacy.
In pratica, chi si trova a questo livello:
– comprende solo testi molto brevi e semplici;
– riesce a trovare una singola informazione se è esplicitamente segnalata;
– ha difficoltà quando serve fare inferenze, confrontare idee o seguire argomentazioni;
– fatica con testi di uso quotidiano come moduli amministrativi, istruzioni mediche, contratti di lavoro, articoli di giornale, comunicazioni ufficiali.
Questo non riguarda quindi l’analfabetismo tradizionale, ma una forma di analfabetismo funzionale: si sa leggere, ma non si capisce davvero ciò che si legge quando il testo si fa minimamente complesso.
Perché le competenze stanno peggiorando
L’OCSE sottolinea un fenomeno controintuitivo: sempre più persone partecipano alla formazione, ma le competenze di base non migliorano in misura proporzionale.
Le cause più probabili sono:
Debolezza delle basi scolastiche
Un numero crescente di studenti lascia la scuola con competenze insufficienti. Le difficoltà non colmate in adolescenza si trascinano nell’età adulta.
Scarsa efficacia del lifelong learning
Molti corsi per adulti non sviluppano davvero le competenze fondamentali di comprensione, calcolo e ragionamento.
Lavori sempre meno “cognitivamente stimolanti”
In molte mansioni moderne, soprattutto quelle routinarie, non è richiesto leggere testi complessi. Questo porta nel tempo a un depotenziamento delle abilità.
Effetto “frammentazione digitale”
L’informazione veicolata da smartphone, social e contenuti brevi spinge verso:
– lettura superficiale;
– riduzione dell’attenzione sostenuta;
– meno occasioni di confronto con testi lunghi e articolati;
Il risultato è un graduale calo della capacità di lettura profonda.
Le conseguenze individuali: il prezzo della scarsa literacy
Lavoro e reddito
In generale, ogni salto di livello nella scala OCSE della lettura e della numeracy è associato a un significativo aumento della probabilità di occupazione e del reddito.
Chi resta ai livelli più bassi:
– ha più difficoltà a trovare lavori qualificati;
– guadagna meno;
– rischia maggiormente l’esclusione dal mercato del lavoro automatizzato;
Salute
Una scarsa capacità di lettura si traduce in:
– difficoltà nel comprendere istruzioni mediche;
– scarsa aderenza alle terapie;
– minore capacità di prevenzione;
Gli studi OCSE mostrano che le persone con competenze più alte vivono meglio e più a lungo.
Gestione finanziaria
Chi legge con difficoltà:
– fatica a comprendere mutui, contratti, tassi effettivi;
– è più vulnerabile a truffe e indebitamento;
– compie scelte economiche meno vantaggiose;
Capacità critica e partecipazione civica
La literacy è legata alla capacità di:
– comprendere notizie e analisi politiche;
– riconoscere informazioni scorrette o manipolatorie;
– partecipare attivamente alla vita democratica;
Una bassa capacità di lettura è quindi un rischio reale per la salute democratica di un paese.
Le conseguenze collettive: quando il problema diventa strutturale
Quando una larga fetta di popolazione ha difficoltà a comprendere testi scritti, gli effetti non sono solo individuali ma sistemici.
Calo della produttività
Le imprese segnalano da anni difficoltà nel trovare lavoratori con competenze adeguate.
Una forza lavoro con competenze deboli:
– fatica ad adottare nuove tecnologie;
– rallenta l’innovazione;
– rimane confinata in settori a basso valore aggiunto;
Aumento delle disuguaglianze
Le competenze di lettura sono fortemente correlate al contesto socio-economico.
Se non si interviene:
– chi parte avvantaggiato progredisce;
– chi parte svantaggiato rimane indietro;
– il divario generazionale e sociale si amplia;
Fragilità democratica
Una popolazione che fatica a comprendere testi complessi è più esposta a:
– disinformazione;
– polarizzazione;
– narrazioni semplicistiche;
– sfiducia nelle istituzioni;
La qualità del dibattito pubblico si impoverisce.
Scenario futuro
Se il consumo di informazione superficiale e frammentata aumenta, e se la scuola non riesce a invertire la rotta, potremmo assistere a:
– una generazione di adulti con competenze ancora più basse;
– una crescente dipendenza da strumenti digitali e IA per leggere e capire testi (con effetto regressivo sulle competenze);
– un aumento dell’esposizione a contenuti manipolatori;
Potremmo così superare la soglia di 1 adulto su 3 incapace di comprendere un testo articolato.
Conclusione: una priorità per il futuro
Il fatto che una persona su tre in molti paesi avanzati abbia una competenza di lettura insufficiente non è un dato marginale: è una questione che riguarda l’economia, la salute pubblica, l’equità sociale e la democrazia stessa.
La comprensione dei testi scritti è la base di:
– un lavoro qualificato;
– una vita in salute;
– scelte finanziarie consapevoli;
– una partecipazione civica informata;
Ignorare questo trend significa accettare una società più fragile, più divisa e più esposta a manipolazioni.
Affrontarlo, invece, significa investire nel capitale umano più prezioso: la capacità di capire, pensare e decidere.
